Cos’è la realtà virtuale in psicologia?
La realtà virtuale (VR) permette di creare ambienti tridimensionali simulati e immersivi in cui la persona può “entrare” ed interagire. Per esempio, si può entrare in situazioni difficili, affrontandole in modo graduale, controllato e sicuro insieme al professionista.
Attraverso un visore, è possibile immergersi in scenari costruiti appositamente: un luogo affollato, una stanza dove fare un discorso in pubblico, un ascensore, un balcone ad altezze diverse, una macchina da guidare, un animale che ci fa paura o procedure mediche come i prelievi. La persona vive la situazione in modo realistico, ma in un contesto protetto e guidato.
Non solo, la realtà virtuale è utilizzabile anche per fare tantissime esperienze differenti come: alfabetizzazione emotiva, rilassamento, potenziamento cognitivo, fare esperienze cooperative e di team building, di problem solving, public speaking, preparazione atletica.

Perchè funziona?
Il cervello non fa molta differenza tra ciò che è reale e ciò che è virtuale. Chi ha paura delle altezze e si trova su un terrazzo virtuale lo sente davvero. Questo rende la VR uno strumento molto efficace per lavorare su paure, ansie e situazioni difficili senza doverle affrontare direttamente fin dall’inizio.
Uno degli strumenti più efficaci nell’approccio cognitivo-comportamentale è l’esposizione graduale: si affronta la situazione temuta poco per volta, in maniera concordata, finché il cervello aggiorna la sua valutazione del pericolo. La VR rende questo processo più accessibile, replicabile e personalizzabile rispetto all’esposizione tradizionale.
La VR in psicologia viene studiata e applicata clinicamente da più di trent’anni, e oggi disponiamo di una letteratura scientifica solida sulla sua efficacia.
Ricerche recenti ci dicono che l’esposizione con VR riduce ad esempio la sintomatologia ansiosa nel disturbo d’ansia sociale, nelle fobie specifiche e nella paura di parlare in pubblico1 2 , con una scarsa differenza statistica rispetto alle esposizioni tradizionale in vivo3 .
Perchè usarla?
Rispetto all’esposizione tradizionale ha dei vantaggi specifici:
- Controllo dello scenario: l’intensità della situazione è regolabile in tempo reale, cosa difficile nella realtà
- Replicabilità: la stessa situazione può essere ripetuta più volte in seduta, favorendo l’apprendimento emotivo
- Accessibilità: situazioni difficili da riprodurre nella realtà — come volare, guidare, affrontare un pubblico — diventano accessibili in studio
- Gradualità: si può iniziare da scenari a bassa intensità e aumentare progressivamente, riducendo la resistenza iniziale all’esposizione
L’esposizione in vivo rimane comunque importante: l’obiettivo finale è sempre affrontare le situazioni reali, la VR può essere un ponte utile per arrivarci con più gradualità e fiducia.
Quindi nella VR non si immagina la situazione, ci si è dentro.
Questo favorisce un apprendimento esperienziale, quindi si impara facendo, che si tratti di affrontare una fobia, allenarsi al rilassamento o potenziare l’attenzione, il cervello elabora l’esperienza virtuale come reale, attivando risposte emotive, cognitive e corporee autentiche che rendono l’apprendimento profondo e duraturo.
A questo si aggiunge un elemento importante: l’ambiente immersivo e interattivo della VR genera livelli più elevati di coinvolgimento4 del paziente rispetto alle terapie tradizionali, con ricadute positive sulla motivazione 5 e sull’aderenza al percorso.

In che situazioni si può usare?
La VR è uno strumento flessibile, utile in situazioni molto diverse tra loro, ad esempio, ma non solo:
- Fobie specifiche (paura delle altezze, paura degli spazi chiusi, paura degli animali, paura del sangue, paura di guidare, paura di prendere l’aereo…)
- Ansia sociale e paura di parlare in pubblico
- Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
- Potenziamento cognitivo (allenamento di attenzione, memoria)
- Tecniche di rilassamento e mindfulness
Il suo uso è all’interno di un percorso psicologico, in modo concordato e graduale tra professionista e paziente.
Prima di usare il visore, lavoriamo insieme per capire quali situazioni affrontare e in che ordine. Durante la seduta si è sempre accompagnati, ci si può fermare, rallentare o uscire dallo scenario in qualsiasi momento.
L’obiettivo è quello di creare un’esperienza sufficientemente reale da attivare la risposta emotiva, ma sufficientemente sicura da permettere di gestirla in modo nuovo.
Se sei curiosa/o di sapere se può fare al caso tuo, puoi contattarmi per una consulenza e possiamo valutare insieme se è uno strumento adatto al tuo percorso.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.