Ansia sociale: come riconoscerla e quando chiedere aiuto


Una persona ferma a testa bassa in una piazza, mentre intorno la folla sfila mossa

Ti capita di evitare di andare a feste, riunioni di lavoro, situazioni di gruppo o di viverle con grossa sofferenza? Ripensi a lungo a conversazioni avute, analizzando ogni parola detta o ogni gesto fatto? Ti capita di avere un’intensa paura del giudizio altrui che ti porta a rinunciare ad opportunità sociali o professionali? Se ti sei riconosciuto in queste situazioni potresti avere a che fare con l’ansia sociale.
Non sei solo: le ricerche 1 2 ci dicono che ci sono milioni di persone nel mondo che ne soffrono.

Silhouette di una persona di spalle davanti a una finestra luminosa, in una stanza buia

Cos’è l’ansia sociale?

L’ansia sociale è una condizione che può limitare significativamente la vita quotidiana, compromettendo il funzionamento lavorativo, scolastico o relazionale, ma che si può affrontare efficacemente con il supporto adeguato.

È caratterizzata da intensa, sproporzionata e persistente paura e\o disagio rispetto a situazioni sociali, in cui ci si sente fortemente esposti al possibile giudizio degli altri e a un loro possibile rifiuto.

Spesso quest’ansia porta ad evitare le situazioni sociali o a viverle con grossa difficoltà e sofferenza.

Tra le situazioni temute vi sono, ad esempio:

  • Parlare in pubblico
  • Mangiare o bere in presenza di altri
  • Esibirsi (performance atletiche, musicali…)
  • Fare telefonate
  • Paura che gli altri si accorgano dello stato di ansia provato
  • Iniziare o mantenere conversazioni
  • Incontrare persone nuove
  • Esprimere la propria opinione in gruppo

L’esordio avviene tipicamente durante l’infanzia o l’adolescenza (tra i 6 e i 15 anni), ma può persistere anche in età adulta se non trattato adeguatamente. Può presentarsi in comorbilità con altri disturbi d’ansia e disturbi depressivi.

Ansia sociale vs timidezza

L’ansia sociale non è semplice timidezza. Sebbene possano essere considerate sullo stesso continuum, in cui si prova imbarazzo e\o vergogna in situazioni sociali e si possono presentare difficoltà nell’iniziare o mantenere interazioni sociali, la timidezza si manifesta prevalentemente in contesti sociali nuovi e non compromette la funzionalità globale della persona che prova un distress inferiore rispetto a chi soffre di disturbo d’ansia sociale.

Sintomi

Durante le situazioni temute possono presentarsi sintomi fisici dell’ansia come: rossore, sudorazione eccessiva, palpitazioni, tensione muscolare e malessere gastrointestinale, che in alcuni casi possono culminare in veri e propri attacchi di panico.

Ai sintomi fisici si accompagnano spesso pensieri inerenti la preoccupazione del giudizio altrui, a come si possa apparire agli altri in quel momento e a pensieri negativi su di sè (come ad esempio: “tutti penseranno che sono stupido/ noioso/ brutto/ inadeguato” “farò sicuramente una figuraccia”) sia durante la situazione, sia prima che questa avvenga.

Per gestire l’ansia e il disagio che ne consegue spesso si ricorre all’evitamento, rifiutando inviti a feste, cene, eventi sociali, non parlando in pubblico o non partecipando attivamente alle conversazioni. Si evita quindi di affrontare le situazioni temute.
Oppure se le si affronta, spesso si ricorre a comportamenti protettivi come truccarsi molto per coprire il rossore, non togliersi indumenti per nascondere la sudorazione, prepararsi dei “copioni mentali” per le conversazioni, usare alcool per sentirsi più sciolti.

Queste strategie, sebbene sembrino funzionare nell’immediato contribuiscono al mantenimento del disturbo.

Una persona ferma a testa bassa in una piazza, mentre intorno la folla sfila mossa

Cosa si può fare?

L’ansia sociale risponde bene alla terapia cognitivo-comportamentale, riconosciuta come trattamento d’elezione con solide evidenze scientifiche3.

Un percorso di sostegno psicologico con approccio cognitivo-comportamentale permette di lavorare sui meccanismi che mantengono l’ansia: i pensieri disfunzionali sul giudizio altrui, i comportamenti di evitamento e le strategie protettive che, pur riducendo l’ansia nel breve termine, la rafforzano nel lungo periodo. Questo viene fatto in maniera graduale e concordata con il paziente.

L’obiettivo non è eliminare completamente l’ansia, ma imparare a gestirla senza che limiti la vita. Ogni percorso è personalizzato in base alle caratteristiche, agli obiettivi e ai tempi della persona.

Quando chiedere aiuto ad un professionista

È consigliabile rivolgersi a un professionista quando:

  • l’ansia interferisce con lavoro, studio o relazioni
  • si evitano situazioni importanti per la propria vita
  • si sperimenta forte sofferenza emotiva
  • si ricorre ad alcol o sostanze per gestire l’ansia sociale
  • l’evitamento si è esteso a molte situazioni

L’ansia sociale è una condizione diffusa e comprensibile: il bisogno di appartenenza sociale e il timore del rifiuto sono meccanismi evolutivi radicati nella natura umana. Quando questa paura diventa eccessiva e limitante, però, è importante intervenire. Con un intervento adeguato, è possibile ridurre l’ansia nelle situazioni sociali, migliorando la qualità della vita e delle relazioni e sviluppare maggior fiducia in sè.

Se riconosci questi segnali e vorresti lavorarci, puoi contattarmi.

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